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Carenza di ferro in gravidanza

1. Che cos’è

La carenza di ferro in gravidanza si sviluppa quando l'apporto di questo elemento fondamentale viene meno in un periodo così delicato: durante la gravidanza, infatti, si necessita di un quantitativo maggiore di ferro, e la circolazione sanguigna è alterata. Si stima che questo disturbo colpisca circa il 40 % delle future mamme, e se non opportunamente trattato, può rappresentare un rischio sia per la gestante, che per il nascituro. 

2. I sintomi

Un ridotto contenuto di ferro può determinare una diminuzione della concentrazione, un senso generale di spossatezza, dispnea, emicrania e disturbi dell'umore

3. Stile di vita consigliato

Prevenzione e cura

Per prevenire i fastidiosi sintomi legati a una mancanza di ferro -che se non trattati possono portare all'insorgenza dell'anemia-, è consigliabile sottoporsi almeno due volte (di solito circa alla 30esima e alla 35esima settimana di gestazione) all'esame dell'emocromo, che consente di effettuare la conta dei globuli rossi presenti nel sangue.

Risulta inoltre particolarmente utile assumere ogni giorno dell'acido folico, o vitamina B9: questo elemento favorisce infatti la formazione dell'emoglobina e il corretto funzionamento dei globuli rossi.

Infine, bisognerebbe incentivare il consumo di cibi ad alto contenuto di ferro (carne bianca, pesce azzurro, ortaggi verdi, cereali integrali e uova) e quelli utili per il suo assorbimento (pomodori e agrumi).